"illùdere v. tr. [dal lat. illudĕre «deridere, farsi beffe», comp. di in-1 e ludĕre «scherzare»] (pass. rem. io illuṡi, tu illudésti, ecc.; part. pass. illuṡo).
a. Ingannare, attrarre a sé o suscitare vane speranze presentandosi con falso aspetto, oppure facendo apparire le cose migliori di ciò che sono in realtà o più rispondenti al desiderio e alle attese: i. una ragazza; i. con grandi promesse, col miraggio di una vita felice; non lasciatevi i. dalle apparenze; lo ha illuso sulle sue reali possibilità; la favola bella Che ieri T’illuse, che oggi m’illude (D’Annunzio).
b. rifl. Ingannarsi, concepire vane speranze, soprattutto per una inesatta e troppo ottimistica valutazione di fatti, cose o persone: mi ero illuso sul suo conto; s’illude di poter riuscire; mi ero illuso che ci saremmo riusciti; se speri in un suo ravvedimento, t’illudi; non c’è da illudersi!, e più fam., c’è poco da illudersi, non è il caso d’illudersi, frasi con cui si vuole moderare l’ottimismo proprio o altrui dichiarando vane o molto scarsamente fondate le speranze e le attese."
inpuntadinote:
Quel momento tristissimo in cui ti rendi conto
che di una persona - sì, una persona - tu
non sai davvero più che fartene.
"Surrogato s. m. [uso sostantivato del part. pass. di surrogare]. – Prodotto o sostanza che surroga, in quanto ha caratteristiche e proprietà analoghe, un altro prodotto o un’altra sostanza, rispetto ai quali è spesso inferiore di qualità ma meno costoso e di più facile approvvigionamento. In usi estens. e fig., con riferimento a cose varie, anche non materiali, ciò che sostituisce un’altra cosa in modo imperfetto. (Pietro Citati)."
Tigna [s. f.] d. region. Puntiglio, ostinazione, cocciutaggine: perché mai ti è presa questa tigna?; c’è accanimento nelle mie tirate, non vorrei dirlo ma c’è t., competizione (Sandro Veronesi).
"La miglior vendetta? La felicità.
Non c’è niente che faccia più impazzire la gente del vederti felice."
“Fare il politico mi fa schifo”
Si dice “disperato”. E torna a ripere quanto il lavoro del politico gli “faccia schifo”.
“Sono otto settimane che non faccio un giorno di riposo” scherza nel foier con il pubblico. “Ma lei si diverte” lo punzecchia una signora. “No, a me non piace quello che faccio - scherza il Cavaliere - lo faccio solo per senso di responsabilità”
"Io ho il cuore che mi sta per scoppiare, giuro. Un po’ mi succede sempre quando sto per incontrare qualcuno su cui voglio fare una buona impressione. E su di lei io voglio davvero farla. Serenella è… la parola che mi viene è “adorabile”, ma non rende bene l’idea, ti fa pensare ad un pupazzetto, un orsacchiotto e non c’entra mica nulla col pupazzetto, lei… ha quest’aria da bambina, con i tratti però da donna. Lei è esattamente come un mese fa l’avevo descritta, senza averla mai vista. Genuina, limpida. Una faccia pulita, che ti ispira subito fiducia e affetto e, a dispetto del giubbotto antiproiettili che avevo indossato perché, gliel’ho detto, certe volte me la immagino pure un po’ come una Terminetor in gonnella (e in effetti ha subito provato a strangolarmi con l’i-pod!), ha due occhioni dolcissimi e vivaci, attenti, di chi osserva davvero il mondo, e questo sorriso timido e bellissimo che ti fa sciogliere."